| La disintegrazione della politica nel surf e degli ideali di una nazione sportiva |
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| Martedì 29 Settembre 2009 12:32 |
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Leggo con sorpresa su Surfcorner: “E’ PARTITO L’EUROSURF SENZA IL TEAM ITALIANO”. Pochi ricorderanno, credo, la mia lettera aperta nella quale criticai l’operato Fisurf. Ero giovane, nuovo nel mondo del surf e molto inesperto, però avevo già capito una cosa: la Federazione non era un ingranaggio ben oliato. Sono passati sette anni da allora e mi sono sempre tirato fuori, dopo quella delusione, da ogni possibile impegno in ambito associazionistico ogni qualvolta mi è stato proposto. L’avvicendamento di allora tra Frugoli e Spinas avvenuto con un largo consenso, purtroppo subito perso, ha portato alla nascita della Surfing Italia, nuovo movimento promosso dalle personalità più influenti nel mondo del surf. La speranza e l’attesa non furono disattese negli anni e questa nuova associazione, che voleva a tutti i costi far fuori la precedente federazione e acquisirne le “doti” ha tenuto banco e raccolto tantissimi club e consensi, più di quanti la Fisurf aveva fatto mai. Poi il crack, o in termini politici, crisi. Tutti si sono presto dimenticati delle coincidenze degli eventi, e nessuno forse notò che Surfing Italia ha iniziato la sua discesa dopo che il suo Presidente Graziano Lai si è dimesso (salvo poi ritornare alla guida, ma con un ruolo molto più defilato). Col senno di poi è evidente ciò che sospettavo: Graziano è non solo l’anima portante, ma anche il collante di diverse correnti all’interno di SI. Fin qui il campionato SI 2009 è stato un disastro. Due tappe sono già saltate. Certo, una –Bugerru- per l’impazzimento delle previsioni, cosa del tutto naturale e da mettere in conto; ma l’altra –Imperia- per forfait dei giudici, cosa ben più grave e non giustificabile, nonostante il diritto di sciopero sia sancito dalla Costituzione (la mia è, ovviamente, ironia). Nel frattempo un lungo vuoto agonistico e informativo da parte di Fisurf a livello italiano, del quale presto tutti si sono abituati, e l’organizzazione della squadra nazionale per qualche uscita estera. Poi ancora una beffa per SI. Prima Nicola Bresciani, rappresentante atleti e poi tutto il team Inside si tolgono dai giochi. Non si tratta di un ritiro da poco: all’interno ci sono vari ex-campioni Italiani e tra gli atleti più forti in Italia. La pausa estiva però rallegra gli animi e a settembre l’annuncio shock, che nella sostanza è questo: Fisurf e SI hanno iniziato un dialogo che li porterà al tanto agognato ricongiungimento. Non prima però di un’importante delusione a livello mondiale con la Fisurf che in Costa Rica presenta una squadra confusa. A proposito trovo interessante una breve digressione. Al termine del mondiale mi arriva un’informativa del Manager sportivo del Perù Nino Lauro dove descrive dettagliatamente i risultati dei suoi atleti e fa un quadro complessivo della situazione. Oltre all’eccellente risultato della sua squadra (6°over all) scopro che questa paese, considerato terzomondista, paga il viaggio, il vitto e l’alloggio a tutti i suoi atleti, è stato accompagnato da vari giornalisti e fotografi, all’interno della squadra manageriale c’erano figure come il preparatore atletico-nutrizionista, un giudice ufficiale ed un tecnico selezionatore, oltre a Nino Lauro in qualità di capo-squdra. Rimango basito e mi vergogno: la nazionale di surf italiana chiede ai suoi atleti di pagarsi tutte le spese. Torniamo a noi: Fisurf e SI unite. Inizia il dialogo e pubblicamente (ma in notevole ritardo) si chiede agli atleti di dare le loro disponibilità per i campionati Eurosurf 2009. Cito ancora Surfcorner: “l'Italia sarà assente dalle competizioni dopo che all'annuncio congiunto delle due federazioni italiane che cercavano atleti, nessuno ha dato la propria disponibilità eccetto Alfo Scavone.” Rimango ancora una volta sconcertato. Alfo, come sanno tutti, è un bravissimo atleta e tutti gli vogliono bene. Ma è possibile che si sia fatto avanti solo lui? E’ allora evidente che il distacco che le diatribe di questi anni hanno causato, così come accade nella politica “vera” italiana, è immenso e sotto gli occhi di tutti. Una perdita di fiducia nelle istituzioni, in questo caso organi federativi e nei loro rappresentati: atleti da una parte dunque (a fare freesurf e partecipare a gare uniche e con ricchi montepremi) e soggetti istituzionali dall’altra. Insomma, una prima bocciatura al possibile ricongiungimento da parte dell’opinione pubblica. I motivi potranno anche essere validi e vari, resta il fatto che tra le decine di atleti italiani “papabili” nessuno ha voluto far parte della nazionale, cosa che dovrebbe essere invece motivo di orgoglio. Chiaro, i pochi annunci senza passione non hanno convinto nessuno, perché nessuno forse ci crede più, o quasi. Nel frattempo l’Eurosurf è partito senza la nazionale italiana. Che ci sia d’insegnamento il fatto che l’unico che si è fatto avanti è Alfo, che, come tutti sanno, è di origini brasiliane, e volente o nolente, crisi SI e affari Fisurf è sempre presente sul campo con un sorriso in faccia e non si tira indietro mai, a riprova delle tante critiche rivolte alla partecipazione degli oriundi nella selezione nazionale. Un italiano vero che vuole rappresentare la sua nazione a tutti i costi ma anche un punto di riflessione da cui partire, per tutti i politici del surf, per riavvicinare gli atleti e metterli sotto un’ala, possibilmente una sola, che sia non solo aggregante e protettiva, ma anche motivo di vanto per tutta la nazione. |





















