The Blue Room

on Sabato, 10 Novembre 2012. Posted in News & events by Chianese

Alla scoperta della più grande surf factory d'Europa 1 Comment

The Blue Room

Visitare una fabbrica di tavole è per un surfista un'esperienza indimenticabile, sopratutto se si può vedere tutta, se è in piena attività e se è la più grande d'Europa.

L'invito da Olatu arriva con diversi mesi di anticipo, ma se far coincidere i tempi italiani è difficile in Italia, provarci nella penisola Iberica è quasi impossibile... Ciò nonostante, con un preavviso minimo e non poca disponibilità dalla controparte, la Pukas ci ha aperto le porte durante il ponte dei primi di novembre.

Olatu è un'azienda trentennale a gestione familiare, che ospita oltre 45 lavoratori fissi tra shapers, designers, magazzinieri, amministratori e compagnia cantante; già famosa in tutto il mondo per il marchio Pukas (attuale main sponsor di Gabriel Medina), da tempo è ospite di Matt Biolos (Lost) che la visita regolarmente per shapare le sue tavole, e da circa un anno e mezzo è distributrice e proprietaria del marchio Channel Islands per il vecchio continente.

IMG 20121102 111018La struttura è molto semplice; magazzino e imballaggi al piano terra, produzione al primo piano, amministrazione e distribuzione in un'altro edificio...
In poche ore si entra in un mondo che viene spesso pensato come lontano o intangibile, vissuto attraverso le foto online o sui giornali, ma in realtà è solido e fatto di persone normali, che lavorano e surfano solo a qualche ora di volo da noi.

La nostra guida si chiama Christian, è il responsabile delle relazioni internazionali, alto un metro e settana e non proprio un fuscello; ciò nonostante, a giudicare dalla scioltezza con cui surfa le mine di 8 piedi nelle foto che ci mostra sul cellulare, è un gran surfista.

Artiz Aramburu ha mandato un video-report all'alba da Mundaka; 3 metri glassy con alta marea... E' già epico ma nel pomeriggio -dice- potrebbe migliorare.

Olatu 1Il primo impatto in magazzino è notevole; file e file di tavole pronte a partire per mezza Europa, una camera dove scegliere le pinne da infilare nel pacco e bidoni e bidoni di resina Silmar.
La maggior parte delle tavole parte per la Spagna e la Francia, l'Italia si difende con circa un terzo della produzione destinata a una sola delle altre due, e un singolo rack copre nazioni dove l'acqua è così fredda che si gela solo a pensarci.

IMG 20121102 102251Al piano di sopra ci aspetta la scoperta dell'acqua calda... Come aule in una specie di liceo, tante stanze danno su un corridoio; sono le blue room, o shaping room, con sulla porta nomi importanti. Cabianca, Peter Daniels, Tokoro, Agote... Cabianca ci sfila davanti molto sorridente, dopo le surfate epiche dei giorni precedenti; al momento è giudicato come uno dei migliori designers del mondo, forte del suo teamrider di punta - Gabriel Medina - di cui porta qualche premio sopra la sua polverosa scrivania nella design room.

Se pensate che uno shaper di successo su larga scala possa ancora permettersi di sagomare le tavole a mano, una per una, è il momento di svegliarsi.

Olatu-3La blue room è una stanza per la rifinitura, lo studio dei modelli e l'applicazione delle scasse per le pinne; il lavoro li dentro non basta più.
C'è una design room comune; una scrivania e un computer per shaper, per renderizzare i modelli costruiti a mano in una perfetta forma virtuale e tridimensionale. 

I modelli prodotti vengono salvati in un file e inseriti nel pc della stanza accanto; quella della CNC, una macchina da taglio tridimensionale che dalle decine di blanks poggiati in corridoio, farà decine di tavole.
Ad ogni blank è associato un rocker; si posa nel supporto, si chiudono le porte, ed ecco venir fuori una tavola rifinita al 95%. Il taglio viene eseguito sia sul top che sul bottom, con una precisione di gran lunga superiore a quella della mano più ferma del migliore shaper, con garanzia di perfetta simmetria e replicabilità della forma all'infinito.
Quello che rende la tavola unica, salvo specifiche custom, è quel 5% di mano che resta al backshaper per la rifinitura.

Olatu-4Se questo da un lato fa perdere la magia al processo di lavorazione, dall'altro vi assicura di avere sotto i piedi esattamente la tavola di Kelly Slater o di Dane Reynolds, con un margine di differenza inferiore al 5%.

Dopo lo studio e la produzione a mano del modello, l'inserimento dei dati e la produzione del primo prototipo con la shaping machine, i teamrider lo testano nuovamente suggerendo eventuali modifiche che vengono riportate sul file, reinserite in macchina, etc. etc. etc...

Quando il team dice che la tavola è buona, entra in produzione.

Tutti i modelli che vengono immessi sul mercato quindi, rispettano e sono definiti nei parametri generali impostati dallo shaper e approvati dal team per quella determinata tavola: in una parola - una tavola - un template.

Il template della tavola è personalizzabile entro i parametri definiti, e può differire solo di poco dalle misure stock (che si leggono nei siti ufficiali delle aziende), pena la nascita di un custom che è solo un lontano parente della tavola originale o nei casi peggiori, ne condivide solo il logo; "meglio passare a un altro modello" ci dicono i nostri ospiti.

Le tavole appena rifinite dalla CNCLe foto non lasciano molto all'immaginazione, e dal vivo l'effetto è ancora più impressionante: infili un pezzo di pane grezzo, tiri fuori una tavola praticamente da resinare.

Il reparto glassing non è enorme, ma comparato ai tempi di shaping della CNC e alla richiesta di mercato. Nello stesso reparto vengono applicati i bicchierini FCS standard, l'unico sistema che ancora viene installato dopo la glassatura, mentre Future System e il nuovo sistema "a 8" FCS vengono infilati nel pane dagli shapers nel processo di finitura post-CNC.

 

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Per chi ancora cerca la tavola "originale" americana o australiana, ecco i materiali usati nella fabbrica: Burdford blanks (Australia), resina Silmar, fibra di vetro Hexcel. Se vorrete ancora trovare differenze nella produzione, dovrete dare la colpa all'aria.

Nel frattempo Christian ci mostra le ultime tavole che i pro hanno preso e riportato nella factory: Kelly Slater, Dane Reynolds, Kolohe Andino, Dillon Perrillo, oltre ai classici Gabriel Medina, Eneko Acero, Aritz Aramburu...

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Uscendo dal corridoio entriamo in una zona un po particolare; una grande cassettiera con le veline dei loghi delle aziende, una rastrelliera coi modelli Channel del 2013 che ancora non conoscete neanche per sentito dire, e due stanze importanti.

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Il cimitero delle tavole, dove sono accatastate decine e decine di tavole spezzate, e il museo, quattro pareti con le tavole più importanti della storia della factory: dalla prima mai prodotta, alle sperimentali con tecnologia Aviso, cave e full carbon.

IMG 20121102 124922La mattinata si conclude nella showroom, con 144 modelli di tavole che rappresentano tutta la produzione corrente di Pukas, Lost e Channel pià altri brand minori. Una tavola alla volta, le abbiamo prese in mano, appoggiate sui cavalletti, analizzato le specifiche e le differeze con lo staff... volume concave, rocker, bordo, tail e ogni genere di particolare ha preso un significato diverso e più preciso.

Il pomeriggio trascorre nel dipartimento amministrativo con il manager generale della Channel e Axel Lorentz, un nuovo shaper della factory che somiglia più a un motociclista che a un surfista... Dall'addetto alle pulizie al nonno del manager, in questa fabbrica tutti surfano, e surfano a un livello decisamente alto; i loro video nei cellulari sembrano video part di Innersection più che riprese amatoriali.

Un occhio alla distribuzione dell'abbigliamento e scopriamo che è tardi per Mundaka, quindi ci trasportano a Lafitenia "dove c'è un metro", salvo scoprire che la marea è diversa dIMG 20121102 175032a quella attesa e di metri ce ne sono un paio già sulla shore break; no buono rendersene conto con una 5'10" tirata sotto il braccio e la muta indosso.

Se vi capiterà di passare dalle parti di San Sebastian, non esitate a chiamare in fabbrica; l'accesso all'area smistamento e magazzino è pubblico, e potrete facilmente essere avvolti da centinaia di tavole e dal clima di passione e voglia di andare avanti che caratterizza questa giovane e importante azienda del nostro settore.

Ecco la gallery completa con tutte le immagini ingrandibili!

 

 

Commenti (1)

  • Wipeout Boardshop

    Wipeout Boardshop

    24 Novembre 2012 at 18:50 |
    Enjoi!

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